Disegno che mostra una mamma ed un papà.

Ai Genitori

Questa sezione è per voi genitori

Sento spesso ripetere che è così difficile fare i genitori oggi e talvolta lo penso anch’io.

Per natura amo costruire ed ora penso che non sia tempo di lamentarci, ma di rinforzarci nel nostro ruolo, amare i figli e godere delle piccole e grandi cose che possiamo realizzare con loro.

Il nostro compito è delicato, ma fondamentale e non possiamo rinunciarvi. Cerchiamo di farlo al meglio che possiamo e consapevolmente.

Vi lascio alcune pagine, frutto di riflessioni, incontri, discussioni con molti genitori.

Se vorrete mandarmi le vostre esperienze, riflessioni, domande o anche disillusioni, lo spazio c’è e l’idea di fondo è quella che

non siamo soli,

possiamo imparare gli uni dagli altri.

Qualcuno sarà più avanti, altri più indietro, ma tutti abbiamo un contributo da offrire e condividere.

Vi aspetto.

Il primo mattone per costruire una relazione con i nostri figli

Si parla spesso di relazioni genitori-figli e di quali strumenti sia opportuno individuare per vivere serenamente questo rapporto.

Penso che uno degli ingredienti fondamentali sia l’amore, verso noi stessi e i nostri figli.

Vivere l’amore, essere di esempio, insegnare ad amare.

Non parlo di un amore qualunque, ma dell’amore gratuito, quello che rende liberi chi lo dona e chi lo riceve. È difficile da vivere perché è quell’amore che non si aspetta nulla in cambio, ma questo è l’ingrediente base per una buona relazione fra genitori e figli. Tutto il resto viene dopo.

Di che cosa è fatto l’amore verso i figli?

Il primo mattone da porre per la costruzione del rapporto genitori-figli è provare e cercare di amarli in modo gratuito. Questa è una disposizione interiore che si costruisce a poco a poco, sperimentandola ogni giorno, vedendo gli effetti che ha su di noi e sui figli. Ci sono però mezzi più visibili e concreti che possono tradurre questa disposizione interiore.

Sono elencate in una apposita pagina alcune proposte per rendere concreto l’amore gratuito.

Il bambino che sono stato, può condizionare il mio essere genitore oggi?

Uno dei grandi denominatori della nostra vita di adulti è quello di essere stati a nostra volta bambini e figli dei nostri genitori.

Questo bambino non è qualcosa di completamente sepolto o dimenticato e gli atteggiamenti provenienti dall’infanzia influenzano ogni giorno il rapporto con i figli, con il partner, con amici e colleghi. Facciamo, pensiamo, in accordo o contestando i nostri genitori e il nostro bambino passato. Rendiamoci conto di ciò dalle espressioni che usiamo: “non voglio che succeda come a me..” “io ho fatto e penso vada bene anche per lei/lui….” eccetera.

Siamo allo stesso tempo sia il bambino che eravamo, che vive nella sfera emotiva del passato e spesso interviene nel presente, sia l’adulto che tenta di vivere la realtà presente come se fosse l’unica esistente.

La relazione intende trattare brevemente questi aspetti che più o meno consapevolmente hanno influenza sul nostro essere genitori e individuare il peso che stanno avendo nel nostro rapporto con i figli.

La lotta interiore

Un mio amico che lavora con e si occupa di giovani, mi ha chiesto di parlare proprio con un gruppo di giovani della “ Lotta interiore “.

Ho pensato di trascrivere l’intervento e di metterlo sul sito cosicchè anche genitori di altri giovani possano leggere queste semplici riflessioni.