La lotta interiore
Parlare di lotta interiore significa affrontare un tema comune a tutti gli uomini.
NESSUNA CREATURA UMANA È ESENTE dall’aver sperimentato almeno una volta nella vita questo stato d’animo, questo conflitto all’interno di sé stesso.
Dal Canzoniere di Francesco Petrarca:
La vita fugge et non s’arresta una ora
E la morte vien dietro a gran giornate
Et le cose presenti et le passate
Mi danno guerra, et le future ancora;
et il rimembrare et l’aspettar m’accora,
or quinci or quindi; sì che n’veritate,
se non ch’i ho di me stesso pietate,
i’sarei già di questi pensie’ fora.
E ancora Jovanotti ( Mani libere 2008)
... Quante domande mi affollano la testa
Il primo giorno del tempo che ci resta
Un giorno buono per incominciare
Quante persone ci sono già passate da questo incrocio
Pieno di domande...
La lotta interiore è quella condizione in cui parti diverse del tuo essere non riescono più a convivere in equilibrio.
Talvolta è il "nuovo" che irrompe nella tua vita attraverso un incontro, un avvenimento, reclamando più o meno delicatamente un posto per sé stesso.
Talaltra è l’affiorare di ricordi vecchi, di ferite mai guarite che chiedono di essere curate o almeno guardate.
Non è per tutti uguale, ma quello che è comune è il sentirsi STRANIERO nella propria vita.
Straniero è colui che sa parlare, ma non la lingua di quel luogo, sa camminare, ma non sa percorre le strade di quel paese perché a lui ignote. Straniero è colui che decide di iniziare quel viaggio e arrivare in quel luogo, non è né uno schiavo né un esiliato, condotto lì contro la sua volonta’.
Ha scelto lui di arrivare fin laggiù.
Voi mi direte: " nessuno vuole andare volontariamente in un luogo dell’anima in cui è in conflitto con parti di sé, nessuno vuole sentirsi così. "
Rispondo che non è vero: la lotta interiore inizia proprio perché il nostro essere più profondo raccoglie la sfida di quel nuovo evento o di quel vecchio ricordo.
Pensate ai momenti della vostra vita in cui vi siete ritrovati in lotta: perché proprio quelli, perché proprio ora, perché è bastato così poco a far iniziare tutto, perché non avevo mai pensato prima a tutto ciò.
Queste sono le domande legittime le cui risposte vi condurranno ad essere d’accordo con le mie premesse.
Raccogliere la sfida è un compito della nostra anima e affrontare la lotta ci condurrà ad un nuovo equilibrio interiore, necessario per la nostra crescita e maturazione personale.
La lotta dunque è necessaria, è vitale. Non è sinonimo di debolezza di cedimento o di malattia.
E allora cominciamo a dire a noi stessi e ai nostri figli: NON TEMERE.
E’ la scelta di vivere che ci porta inevitabilmente a scontrarci con i conflitti interiori.
Pensate ad un bambino di appena un anno, capace già di stare in piedi e fare piccoli passetti tenendosi ben stretto al bordo del divano. Pensate alla madre che lo chiama dolcemente appena qualche passo più avanti. Anche il piccolo in quel momento è in lotta dentro di sé: "lascio l’appiglio sicuro e mi dirigo da mamma oppure no?"
Le prime volte magari desiste, non accetta la sfida poi qualcosa in lui avviene e lo spinge ad affrontare il vuoto e a tuffarsi tra le braccia della madre.
Senza aver accolto questa sfida il bambino non avrebbe potuto avanzare lungo il suo cammino di autonomia. Ebbene per questo piccolo affrontare la lotta è servito. Se ponete una mano sul cuoricino del bimbo che ha appena fatto due passi da solo, all’inizio della sfida, sentirete che batte forte. Ha il batticuore, ha avuto paura, ma ha scelto di andare avanti. Questo per noi può sembrare una piccola lotta fra bisogno di protezione e desiderio di indipendenza, tra paura e fiducia, tra vecchio e nuovo. Non per il bambino.
La nostra infanzia è costellata di questi conflitti scelti e affrontati per evolvere fino ad ora.
Quando si diventa adulti sembra quasi che la lotta diventi sinonimo di difficoltà, malessere e non di sfida evolutiva, opportunità.
Sarà compito nostro prendere su di noi la responsabilità di addentrarci nella lotta, osservare quali sono le parti in conflitto e quale la posta in gioco.
Ci vuole tempo per fare tutto ciò e allora il secondo ingrediente sarà: PRENDETEVI TEMPO PER SCIOGLIERE LA MATASSA.
Che cosa farete durante questo tempo?Starete in ascolto di voi stessi, fedeli alla verità.
Vi chiederete che cosa temete, amate, desiderate, che sentimenti animano il vostro essere.
Comincerete così a capirci qualcosa di più, a DISCERNERE.
E’ un po’ come voler mettere in ordine una stanza. Per prima cosa entrerete, poi aprirete le finestre per far entrare la luce e vi guarderete intorno: che cosa è in disordine e che cosa no.
Alcuni oggetti verranno sistemati nel loro solito posto, che continuerà a piacervi oppure no e in tal caso proverete altre sistemazioni fino a raggiungere quella che più vi soddisfa. Se avrete tempo " sistemerete a fondo ". Se non ne avrete, magari stiperete tutto alla rinfusa in un armadio, chiuderete bene le ante nascondendo alla vista il disordine.
Può succedere, ancora, che abbiate oggetti nuovi da sistemare. Vi guarderete attorno, proverete e riproverete. Se si tratta di un oggetto prezioso ai vostri occhi o di un dono importante lo metterete lì, proprio ben in vista in modo che tutti possano ammirarlo appena entrati nella stanza. Nel caso contrario gli riserverete solo un piccolo posto, magari anche nascosto.
Questo lavoro di riassetto richiede dunque luce, tempo, pazienza e azione.
Gli oggetti non si spostano da soli per l’improvvisa comparsa di gambe o ruote. Siamo noi a prenderli e a sistemarli. Siamo noi a volerlo fare e a portare avanti anche un’azione interiore.
Non sempre nella vita però, ci sono momenti così propizi.
Vi sono periodi in cui è difficile e faticoso fare questo lavoro. Anche in questo caso si imporrà una scelta: magari quella di convivere per un po’ con il disordine dimostrando comprensione per noi stessi e pazienza nell’attesa di un tempo migliore.
Questi esempi concreti servono per esporre il mio pensiero.
E allora riassumendo:
- la lotta è opportunità
- la lotta ci permette di scegliere e di evolvere
- non temere
- accettate la lotta e assumetevi la responsabilità di viverla e di comprenderla.
- Essere comprensivi e compassionevoli. Non sempre si riesce ad accettare ed affrontare la lotta. Si può scegliere di attendere.
- Scegliere è sempre possibile
- Ci vuole tempo e "luce" per illuminare la "stanza" e addentrarsi nella lotta
- La lotta si accompagna a stati d’animo diversi, contrastanti, coesistenti, variabili
- La lotta non è sinonimo di malattia o debolezza. Le malattie psichiatriche sono tutt’altra cosa.
- Ricordate le sfide e le lotte incontrate da bambini, come le avete affrontate e superate. Ebbene anche ora siete quella persona, più cresciuta. Abbiate fiducia nelle vostre capacità di risolvere il conflitto, tutto o in parte.
- Nel caos della lotta, non dimenticate mai chi siete o perlo meno chi siete stati fino a quel momento. Ricordate i vostri bisogni e aspirazioni .
- Prestae attenzione ai momenti, alle azioni, agli avvenimenti che vi fanno star bene, vi riempiono di gioia. La gioia semplice è un buon termometro che indica la direzione in cui proseguire.
- Cercate di riprodurre o incontrare sempre più questi momenti gioiosi.
- Scegliete di essere liberi, non accettate qualcosa o qualcuno solo per abitudine, convenzione, o perché altri si aspettano da voi che facciate così. Provateci almeno!
Dopo tutto ciò vi accorgerete di non essere più tanto stranieri nella vostra nuova patria, avrete imparato gli usi e i costumi di quel luogo, una lingua diversa, strade sconosciute.
Fino al prossimo viaggio
Have a good trip!