Gli astronauti e le galline
Nella montagna di Venere, tanto tempo fa, vivevano delle strane galline: avevano la testa di gallina, le zampe di papera e le ali gialle, erano grandi come elefanti. Riuscivano a vedere da lontano e a sentire anche i rumori piccolissimi.
Arrivarono degli astronauti: Spoc, lo scienziato, Sofia, la dottoressa, Curc, il capitano, e il ragazzino Gabriele.
Volevano cercare su Venere delle erbe medicinali per curare i malati della loro astronave.
Però apparvero le galline e presero Spoc, lo portarono in una grotta, la loro casa, e lo legarono.
Poi, quando le galline dormivano, gli amici, piano piano, lo liberarono e si nascosero sotto un albero con i rami così lunghi che non si riusciva a vedere sotto. E lì c’era una marmotta che aveva fatto una tana così larga che potevano entrare anche gli uomini.
Gabriele riusciva a capire il verso delle marmotte e la marmotta gli diceva di venire dentro perché le galline li avrebbero trovati se ci fosse stata una tromba d’aria.
Allora Gabriele disse ai suoi amici di entrare in quella tana, giusto in tempo prima che il vento spostasse i rami... si tuffarono velocemente nel buco e cominciarono a scivolare verso il basso dentro la terra.
Quella tana portava in un posto dove viveva un professore che si chiamava Marco.
Ma c’era un’ altra tana con la famiglia delle marmotte, però era troppo piccola per loro. Allora arrivarono nella casa di Marco e lui aveva proprio la medicina che serviva a loro.
Marco aveva 395 anni e sembrava come uno di 20 anni perché aveva fatto una pozione per vivere di più in un certo posto.
E lì si annoiavano allora decisero di fare un piano per riuscire ad andare nell’astronave, senza farsi vedere dalle galline.
Allora decisero di strisciare senza far rumore, se no le galline li avrebbero visti e sentiti. Ma il capo delle galline stava facendo una passeggiata per cercare Spoc e stava per pestare la mano della dottoressa. Allora la dottoressa si fermò e la gallina le pestò la mano e Sofia, anche se aveva tanto male, cercò di non piangere per non farsi scoprire.
Non potevano alzare la testa per guardare se c’era la scimmia allora presero un periscopio e videro che non c’era più il capo delle galline.
Strisciarono finchè arrivarono dall’astronave e piano piano, chiesero se gli potevano aprire allora i loro amici dell’astronave aprirono e loro, piano piano, entrarono nell’astronave e senza farsi vedere, scapparono via da quel pianeta Venere e poi andarono sulla terra.
Storia inventata da Gabri – 7 anni - e dettata a mamma Vale