Il topino e le insidie del mondo
Un topino inesperto, che non conosceva ancora nessuna delle insidie che la vita poteva riservare, un giorno corse il rischio di essere catturato da un gufo.
Una volta in salvo, il topino ripensò alla sua brutta avventura. Come un qualunque topolino alla scoperta del mondo, si era allontanato dalla sua tana senza accorgersi che era già arrivato il buio.
Sentendo sbattere forte le ali del gufo, si girò e riuscì a scappare sfuggendo al suo aggressore. Il gufo era stato prevedibile, perché lo strano rapace aveva una voce stridula e acuta e le ali grandi e pesanti si potevano udire facilmente mentre si agitava.
Il topolino ricordava l’immagine del gufo in modo molto distorto, e tremava ancora al solo pensiero che stava per essere catturato da quell’orrida creatura.
Quando il topino raccontò ai suoi amici la sua avventura con il gufo, lo dipinse in un modo così strano che quelli pensarono che fosse una storia inventata.
Il giorno dopo, l’animaletto inesperto si allontanò ancora dalla sua tana alla scoperta del mondo, e ancora una volta rischiò la vita.
Infatti, una bicicletta stava per travolgere il povero esserino che si era salvato sentendo lo stridio dei freni. Ancora una volta il topino ripensò alla sua brutta esperienza e per due giorni rimase nascosto nella sua tana.
Il giorno dopo ancora, una grossa biscia nera aveva raggiunto la tana del topolino, e lo aveva quasi raggiunto.
Quando la biscia stava per spalancare la sua boccaccia per ingoiare il topolino, quello aveva infilato nella gola del serpente una pallina di plastica riuscendo così a salvarsi ancora una volta.
Così, comprendendo che nessun posto era realmente sicuro, si allontanò di nuovo alla scoperta del mondo. Sul suo cammino fece uno strano incontro, e inesperto com’era non capì realmente chi si era trovato di fronte.
Si mise a chiacchierare con quell'animale così gentile, dal pelo liscio e morbido, molto simile al suo, e con lo sguardo così mite e dolce che avrebbe potuto conquistare le simpatie di chiunque. In realtà si trattava di un gatto, il più abile cacciatore di topi mai esistito, ma il topino non sospettava nulla, e pensò che quell’amabile creatura sarebbe stata felice di incontrare anche gli altri topi.
Il gatto furbacchione non aspettava altro, e seguì l’ingenua bestiola continuando a fingere di essere un amico sincero del piccolo topo.
Già il gatto si leccava i baffi pensando alla bella scorpacciata che di lì a poco avrebbe fatto.
Ma per fortuna un topo più saggio ed esperto vide l’assurda scena, e con uno scatto prese il topino dalla coda trascinandolo via.
Il topo spiegò al piccolo che quell'animale grazioso e gentile, sotto quelle false apparenze era un cacciatore crudele, il peggior nemico dei topi.
Per ingenuità il topolino aveva rischiato di perdere la vita e di mettere in pericolo anche quella dei suoi simili.
Da allora il topino imparò che è bene non fidarsi mai di nessuno, perché anche una creatura apparentemente amabile può nascondere un pericolo gravissimo.
Rossana