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La Volpe e l’orco

In un bosco verdeggiante vivevano felici tantissimi animali. Diverse specie di uccelli nidificavano sugli alberi e con il loro canto rallegravano quei luoghi meravigliosi.

Le lepri zampettavano veloci qua e là, e i cerbiatti mangiucchiavano le tenere foglie dei cespugli. Nessuno di loro avrebbe mai pensato di abbandonare quel paradiso, ma a volte tutto può cambiare in un solo attimo.

Un giorno, un orco malvagio, colpito da tanta bellezza, decise di costruire nel bosco un enorme castello. Subito l’orco seminò il terrore tra le creature di quel luogo beato.

Disegno della volpe

Il primo danno irreparabile, fu l’abbattimento di molti alberi per la realizzazione il castello. Molti uccelli persero il loro nido, e avviliti decisero di migrare lontano.

Le lepri erano così impaurite che trascorrevano tutto il tempo nascoste nell’erba alta. Ogni equilibrio si era spezzato, e gli animali vivevano ormai in un incubo.

Oltre ad essere gigantesco, l’orco possedeva dei poteri magici che lo rendevano invincibile: per questo motivo nemmeno l’animale più grosso e feroce avrebbe potuto sconfiggerlo. Molti di loro avevano tentato invano di lottare con quella creatura scellerata.

Il povero lupo era stato il primo a lanciare la sfida, amareggiato per la distruzione della sua tana e per il panico generale.

Alla vista dell’animale, l’orco, con uno schiocco di dita, si era trasformato anche lui in un lupo rabbioso, e nella lotta la povera bestiola rischiò di lasciarci la pelle.

Persino l’orso, che fino ad allora era stato un animale pacifico, aveva provato a combattere con l’orco, ma anche in quest’occasione la trasformazione riuscì, e il coraggioso animale rimase sconfitto.

Ormai tutto sembrava perduto, ma spesso non sempre la forza si combatte con la stessa arma Chi agisce con violenza a volte non possiede nessun’altra risorsa, ma gli animali del bosco erano troppo disperati per rendersene conto.

Disegno della volpe

Passò di lì una volpe, che in passato non era stata benvoluta dagli altri animali per via del suo comportamento ambiguo.

In ogni caso, il tasso, suo vecchio amico, raccontò quei tristi avvenimenti alla volpe che subito si mise a pensare ad una soluzione.

Dopo qualche ora, il furbo animale ebbe un’idea geniale, ma quando comunicò agli altri animali che voleva tentare di sconfiggere l’orco, nessuno le diede fiducia.

Per la volpe era giunto il momento di riscattarsi agli occhi delle altre creature del bosco. Così l’indomani si presentò davanti all’orco malvagio per attuare il suo piano infallibile.

Stupito da quella strana visita, l’orco pensò che anche la volpe voleva sfidarlo, e scoppiò in una grassa risata. Ma l’astuta bestiola sapeva il fatto suo, e cominciò ad adulare l’orco dicendo che era molto felice della sua maestosa presenza, che non aveva mai incontrato nessuno così potente, e che era onorata di stare al suo cospetto.

L’orco si compiacque di tutti quei complimenti, ed invitò la volpe a sedersi al suo fianco per banchettare insieme. Mangiarono fino a scoppiare, e al tavolo c’era tanto di quel vino che solo l’odore poteva stordire chiunque.

La volpe, come tutti gli animali, non è solita bere del vino, ma mangiò di gusto, e tra un discorso e l’altro fece ubriacare quell’essere spregevole.

Quando l’orco fu completamente ubriaco, la volpe iniziò a provocarlo dicendo che era curiosa di vedere le sue trasformazioni.

L’orco al solo sbattere delle sue ciglia, diventò prima un alce, poi un leone ed infine un elefante. La volpe finse di essere stupita, in realtà tutto andava come aveva previsto.

Alla fine, propose all’orco una trasformazione molto complicata: per lui che era già robusto di corporatura, era semplice assumere l’aspetto di un grosso animale, ma diventare minuscolo sarebbe stato impossibile.

L’orco si arrabbiò per l’atteggiamento dubbioso della volpe, e per farla tacere diventò un leprotto. Era proprio quello che la furbastra stava aspettando, e in un attimo ingurgitò il leprotto.

Sconfitto il nemico tutti gli animali festeggiarono per giorni e giorni. Chi aveva perso la sua tana poteva trovare rifugio nel castello, e gli uccelli nidificarono sul quel tetto spazioso.

La volpe fu accolta nel bosco come un’eroina e a turno gli animali le chiesero scusa considerandola un esempio per tutti.

Rossana

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